Il ds: “Ho trovato un ambiente depresso, sto cercando di trasmettere senso di appartenenza”

Intervistato ai microfoni di Sky, il direttore sportivo Petrachi ha parlato della stagione granata, tra senso di appartenenza, D’Aversa e tanto altro. In seguito, le sue parole.

Al direttore viene chiesto quale ambiente abbia ritrovato al suo ritorno a Torino, e descrive una situazione non particolarmente felice: “Sicuramente un ambiente depresso, non sano, molto disfattista da un certo punto di vista. Quindi molto complicato. Anche nel 2010 arrivai in un momento difficilissimo ma la contestazione era figlia di risultati sportivi che non arrivavano. Oggi c’è un malessere più profondo che sinceramente è difficile da vivere. Bisogna affrontarlo con coraggio, cercando di cambiare questo malpensiero“.

Quando gli viene chiesto come intenda operare per invertire la tendenza, spiega il suo metodo di lavoro basato sull’identità: “Ce la sto mettendo tutta. Sto cercando di infondere quel tremendismo del Toro, quell’idea del senso di appartenenza. Sono cose che mi hanno fatto apprezzare e amare questo posto, soprattutto quando l’ho perso. Dal primo dei magazzinieri all’ultimo dei calciatori cerco di far capire questo, perché diventa fondamentale in un momento così difficile in cui non abbiamo totalmente il supporto della gente, del tifoso, della Maratona. Mi piacerebbe tanto che i calciatori possano capire cosa sia la passione granata“.

La salvezza e l’esonero di Baroni

Parlando di cosa si aspetti da D’Aversa oltre al raggiungimento della salvezza, il direttore ha esposto la sua visione sulle dinamiche interne allo spogliatoio e alla piazza: “Penso che in questo campionato così complicato per come è nato e proseguito, la salvezza sia comunque un obiettivo molto, molto importante. Per tutto il discorso ambientale che dicevo prima. Cercare di isolare la squadra, renderla quasi asettica a ciò che succede esternamente non è semplice. Ho fatto il calciatore, un po’ di esperienza ce l’ho: il giocatore difficilmente si assume delle responsabilità, cerca sempre un alibi. Purtroppo l’alibi al Torino c’è perché è sempre colpa di qualcun altro. Mi auguro che si riesca in questa impresa, perché se ci si sta dentro si capiscono le difficoltà che si incontrano tutti i santi giorni ad arrivare in fondo a questo campionato“.

A Petrachi viene poi chiesto se vi sia stato un momento di chiarimento con Baroni, dato che al momento del suo arrivo si era esposto molto, dichiarandolo fuori discussione: “È evidente che mandare via un allenatore sia sempre una sconfitta. Anche io sono arrivato in corsa, quindi la scelta di Baroni non è figlia di una mia gestione, ma non c’entra niente: quando si manda via un allenatore comunque qualcosa si è sbagliato. Baroni è un bravo allenatore e anche un amico, quindi la difficoltà è stata maggiore. Ma quando si arriva a un certo punto, purtroppo bisogna prendere delle decisioni difficili, drastiche. Fanno parte del nostro mondo del calcio, bisogna saperle accettare. Penso che Marco, da persona intelligente quale sia, abbia compreso che al Torino bisognasse dare una scossa“.

Dopo aver riflettuto sulla necessità di un cambiamento, gli viene domandato come pensa di poter ricompattare l’ambiente: “Sarei molto presuntuoso a pensare di riuscire totalmente da solo a ricompattare l’ambiente di Torino. I miei dieci anni al Toro mi hanno insegnato che il tremendismo granata ti rimane addosso. È importante trasferire questo. Credo che il Toro rimanga sempre: alcune volte sento qualcuno che dice che sia meglio ripartire dalla Serie B per cambiare le cose. Per me è inaccettabile, so quanto sacrificio ci sia stato nel 2011-12 a vincere il campionato di Serie B e lasciare quella categoria. Mantenere il Toro in Serie A e cercare di riuscire a ricreare qualcosa di importante, un ambiente che dia una spinta a tutti quanti diversa, anche per le nuove generazioni, è la mia ambizione. Non so se ci riuscirò, ma ce la metterò tutta“.

Mercato e prospettive future

Si passa poi al tema del mercato e alla sua storica propensione a guardare verso il Sud America, chiedendogli se ritenga sia ancora il bacino migliore da cui attingere: “In realtà io ho cercato di creare innanzitutto un blocco italiano, con i Darmian, Vives, Moretti, Bovo, Gazzi, Sirigu: avevamo sempre 6-7 undicesimi di titolari che erano italiani. Abbiamo avuto Belotti, abbiamo avuto Immobile, attaccanti che sono diventati della Nazionale. Ogni tanto, è vero, ho pescato in Sud America o da altre parti: è un mercato aperto, ampio, ma l’idea di creare un gruppo di italiani è una cosa che mi piacerebbe fare. A gennaio per esempio ho preso Prati, un ragazzo con prospettive. A me piacerebbe ricreare quel gruppo di ragazzi che possa poi dare struttura e solidità per il futuro. Per poi, da lì, aggiungere qualche straniero“.

In merito alla possibilità di ricreare il Torino vincente dell’era Ventura, esprime il desiderio di costruire una base solida: “Mi piacerebbe realizzarlo, però bisogna lavorarci tanto e avere unità di intenti. Ero stato calciatore di Ventura, conoscevo la sua mentalità, il suo modo di fare calcio, c’era una simbiosi in tutto ciò che si faceva. A me piacerebbe costruire innanzitutto questo tipo di unità. Che poi possa essere con D’Aversa o un altro allenatore, questo non lo so. Lo dirà il tempo, però le basi partono da una visione calcistica. La mia è quella di creare un sistema unito“.

Infine, alla richiesta di indicare l’operazione di mercato che lo ha reso più orgoglioso, conclude con un pensiero rivolto al futuro: “Ce ne sono tante. Per esempio aver preso Bremer quando nessuno ci credeva. Però mi piace ricordare i 300 mila euro spesi per Vives: è stato un giocatore che ha dato tanto al Torino. Mi piace ricordare dei calciatori che sono stati funzionali e hanno incarnato lo spirito del Toro, perché la squadra viene costruita con le persone che hanno dei valori. L’importante è non sbagliare l’uomo: è da lì che si creano i presupposti. Ma, onestamente, spero di non doverne ricordare altri. Spero di costruirne altri. Qui“.

Gianluca Petrachi
Gianluca Petrachi, ds
TAG:
home

ultimo aggiornamento: 03-04-2026


Iscriviti
Notificami
63 Commenti
più nuovi
più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments
Emil
1 giorno fa

Pur di non vedere più alcune facce di m alla guida del Toro, ripartirei volentieri con tanto di abbonamento anche dall Eccellenza.

madde71
madde71
1 giorno fa

Sei tagliato fuori ,ti arrangi con quello che hai,molte aderenze in meno.Parla poco

TRAPANO
1 giorno fa

In mezzo a tutte le stronxate e banalità che hai detto, una cosa giusta ti è uscita dalla bocca, quella di avere una squadra più italiana, e sarebbe ora, altro che acquisti alla Abouklal, Ngonge, Lazaro, Pedersen e rumenta del genere

madde71
madde71
1 giorno fa
Reply to  TRAPANO

arriva rumenta indigena,non è quello il punto,tanto lo so che sai

Torino, presente anche Cairo al Filadelfia per il rientro dalla sosta

Italia, Gattuso lascia l’incarico di ct: è UFFICIALE